Croda dei Toni, via normale

Gruppo della Croda dei Toni, Dolomiti di Sesto

Una grande classica d'ambiente nel cuore storico delle Dolomiti.

Croda dei Toni ( Zwoelferspitze ), m. 3094. Parete Ovest, via normale, 550 m., AD/max.3+. Prima salita: M. e J.Innerkofler, J. Reichl e M. Simon, 6 settembre 1887. Roccia: dolomia. Chiodatura: tradizionale, salvo alcuni chiodi cementati di calata a talune soste.

Discesa: Per la stessa via, dapprima in arrapicata fino alla Forcella Alta, quindi in doppia lungo la variante Drash, meglio con calate da 50 m.( qui chiodi cementati ogni 25 m., tranne che alla prima calata - chiodo non trovato - risultata di oltre cinquanta metri! ). Oppure proseguendo per la normale, con una serie di doppie di 25 metri, piuttosto complicate data la tortuosita' dell'itinerario.

Materiali consigliati: Normale dotazione alpinistica, tra cui due mezze corde da cinquanta, otto rinvii, alcuni friends e\o dadi piccoli e medi, fettucce e cordini, martello e qualche chiodo just in case.

Punto d'appoggio: Rifugio Zsigmondy-Comici (m.2224) in alta Val Fiscalina. Oppure Rifugio Pian di Cengia (m.2522), privato, presso l'omonima forcella.

Accesso: Dal Rifugio Zsigmondy-Comici si scende per sentiero verso i ghiaioni ai piedi del versante Nord della Croda, per rimontarli poi direttamente ( o, con minor fatica, compiendo un iniziale ampio tornante a sinistra ) fino a imboccare il canale ghiaioso che porta alla Forcella della Croda dei Toni (m.2524) - qui si arriva, con dislivello assai inferiore, anche dal Rifugio Pian di Cengia. Dalla Forcella si prende la traccia che costeggia in leggera salita il versante Ovest della Croda fino a toccare le prominenze rocciose sottostanti il canalone ghiacciato, dove una cengia obliqua contorna verso destra lo zoccolo dirupato della Croda Antonio Berti, inoltrandosi nel cuore del massiccio ( un'ora circa dal rifugio ).

L'itinerario: Si risale la cengia obliqua aggirando degli strapiombi e traversando poi un canale a una seconda cengia a destra che porta a delle facili roccette, risalite le quali si raggiunge una larga cengia ghiaiosa, alla base della parete della Croda Antonio Berti ( centocinquanta metri, dapprima facili poi con qualche passo di II grado, tracce e qualche ometto ). Si segue verso sinistra la comoda cengia fino ad attraversare il canalone ghiacciato e risalire quindi una rampa che conduce a un terrazzo, di dove si dirama, sempre verso sinistra, una bella cengia, da non seguire. Qui, ai piedi di una severa fessura verticale ( con chiodo ) ugualmente da evitare, inizia la scalata vera e propria.

Appena sulla destra della fessura una quinta rocciosa disegna una sorta di diedro diagonale, che si risale con bella arrampicata sulla faccia destra fino a una nicchia, per traversare poi brevemente ancora a destra per cengia ad un anello cementato ( 30 metri,III grado, 4 chiodi ).

Francesco Vitulli all'inizio della variante Drash.

La parete Nord della Croda, vista dalle Crode Fiscaline. In basso a sinistra, il rifugio Zsigmondy/Comici.

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Risalendo il canalone obliquo, verso il camino d'uscita.

Dalla cengia superiore, verso le Lavaredo.

Con Bruno sulla vetta.

In discesa sulla cresta terminale.

Scendendo verso la grande cengia sul versante Est.

L'ascensione dell'agosto '98 nel racconto di Bruno

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Si prosegue verso destra fino al termine della cengia e, doppiato uno spigoletto, si sale sempre poggiando prevalentemente a destra per una sessantina di metri, dapprima attraversando un canalone obliquo, non visibile dal basso, e rimontando poi dei risalti rocciosi, per canalini e muretti poco impegnativi, fino a un ultimo gradone che adduce alla grande terrazza sassosa della cengia mediana, ai piedi della gigantesca parete che incombe con una fascia strapiombante di rocce rossastre ( in tutto una settantina di metri, II grado, tre tiri di corda con soste su chiodi cementati ). Qui, sulla destra, a pochi metri dallo sprofondante canalone ghiacciato, si trova la fessura-diedro d'attacco della variante Drash ( IV grado ).

Ci si porta ora all'estremita' sinistra della grande terrazza, ad un pilastrino addossato alla parete e formante un'intaglio, dove un breve diedro conduce a uno stretto camino bagnato, ostruito in alto da un masso incastrato. Lo si risale faticosamente strisciando faccia a destra per uscire alla sosta sopra il masso medesimo ( 20 m., III sup., chiodo cementato all'uscita ).

Per paretine, canalini e caminetti si superano una serie di gradoni piegando prevalentemente a destra, in direzione di una parete strisciata di nero, fino a una fessura sottostante un canale-colatoio che scende da sinistra ( 40 m., II grado con passi di III ). Superato un salto di 3 m., si risale il facile canale-colatoio per uscirne dopo una quindicina di metri sulla sinistra e accedere a una cengia rocciosa ( 40 m., III e II ). Si prosegue a sinistra lungo la cengia fino a entrare nuovamente nel canalone obliquo secondario gią pił sotto attraversato, per risalirlo poi per una trentina di metri fin dove si chiude a formare una specie di nicchia sormontata da un camino ( 50 m., un breve tratto di II, il resto facile ). Su per il camino e quindi piegando a destra su roccette a una cengia, donde per un breve camino verticale e un successivo canalino obliquo sulla destra a un masso staccato, ai piedi di una fessura-camino inizialmente strapiombante ( 60 m., III, II; III, II ).

Aggirato il masso, si risale con bella arrampicata la fessura-camino, poi per un canalino piu' facile e roccette ghiaiose si riesce finalmente al grande cengione superiore ( 40 m., III e II ).A questo punto si segue la cengia verso destra per oltre un centinaio di metri, su terreno facile fatto salvo un breve disagevole "passo del gatto", doppiando Forcella Alta e continuando poi per una marcata traccia sul versante opposto ( Est ) della montagna, lungo una cengia che, contornando le rientranze della parete, porta a uno sperone di cresta, sormontato il quale si attraversa un largo emiciclo roccioso puntando a un caminetto ai piedi di un panciuto gendarme. Superato il caminetto ( II grado ) si tocca il gradinato dorso di cresta, che si segue con qualche passo d'arrampicata non difficile fino alla calotta terminale, dove un'ampia rampa a destra conduce in vetta.

Bibliografia

A. Berti, Dolomiti Orientali. Vol.I, parte II.. Milano, CAI-TCI, 1973 ( Guida dei monti d'Italia, )

L. Visentini, Dolomiti di Sesto. Bolzano, Athesia, 1983

Cartina del gruppo

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  1. Forcella Alta m. 3023
  2. Cima sud m. 2945
  3. Campanili dei Toni
  4. M.Cengia m. 2559
  5. Bivacco De Toni
  6. Forc.Croda dei Toni m. 2524
  7. Forc.Giralba m. 2431
  8. Lago nero
  9. Strada degli Alpini
  10. C.d'Auronzo m. 2914
  11. Sella di monte Cengia m. 2491
  12. Forc.Maria m. 2351
  13. Sent. per Auronzo
  14. Passo di Collarena
  15. Rifugio Pian di Cengia
  16. Attacco via normale
     

 


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VD. Aggiornato il: novembre 24, 2003.